lunedì 28 gennaio 2013


Le coccole di mio papà, seppure sia orso tanto che le coccole è come se me le facessi io con la sua mano, sono sempre di conforto.
Ci si guarda, si parla, si cerca di trovare la forza per andare comunque avanti nonostante i problemi economici e le frustrazioni della vita.
Vedo i suoi occhi che mi guardano dispiaciuti come per dirmi “Mi piacerebbe che tu avessi un futuro meno incerto”. Come per dirmi “Mi dispiace che il tuo cuore sia così ferito”. Ma non dice una parola di tutto questo. Ridiamo… e quando mio papà ride lo fa con tutti gli angoli della faccia. Ride la sua fronte, ridono i suoi capelli e gli angoli dei suoi occhi. Le sue labbra, le sue guance e i suoi zigomi. Illumina tutto quello che ha intorno, per un solo secondo.
So che se salirai a Milano arriveremo a litigare ogni giorno, quando uno se ne va di casa è perchè non sopporta più i suoi genitori e tornare indietro non è mai facile. So che il tuo umore è altalenante come il mio: vai avanti a pilloline dell’umore per stimolarti la serotonina. So che sei avvilito per non avermi viziato quanto avresti voluto.
Però stasera ringrazio il cielo di averti qui sul mio divano.

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