Se mi sono chiusa c’è un motivo. Se non scrivo, e non parlo più, c’è un motivo.
Allora, è difficile capire che son piena di veleno e rabbia. Piena di cose che escono quando dovrei dormire.
Inutile dirmi cose alla “Don’t worry be happy”, ed è inutile venirmi a tirare fuori dal mio rifugio mentale. Lasciatemi in coma. Tutto quello che potete dire lo trovo privo di sensibilità e di comprensione.
Fate i compassionevoli ma state su un gradino più alto, sopra le nuvole, e il nero non lo vedete. E se non vedete il nero, evitate di cercare di tirarmi su, perché vi sento estranei e ciechi.
Facciamo un bel facciamo finta. Facciamo finta che va tutto bene e che non soffro, facciamo che vi fate i cazzi vostri e che parliamo di banalità. Il giusto modo di convivere, la superficialità.
La primavera sta svegliando tutti, tranne me. Porta profumi di cose nuove e di possibilità, tranne che a me. Io puzzo ancora di stantio. Di retrocessione.
Il sole deve arrivare, non perdete tempo a descrivermi com’é, perché io lo visualizzerò distorto e orribile. Lasciatemi la libertà di trovarlo da sola. O di NON trovarlo.
Cazzo.
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